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Immagine Dalla strada all'accoglienza: progetto UNRRA 2016

23NOV16

PROGETTI CONCLUSI

Dalla strada all'accoglienza: progetto UNRRA 2016

Dalla strada all’accoglienza: i Centri Diurni snodi centrali di una politica globale per il reinserimento delle Persone Senza Dimora

 

Il Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione – attraverso il Bando del Fondo LIRE UNRRA 2015, ha, su 29 progetti approvati a livello nazionale, finanziato il progetto di Ronda Carità e Solidarietà Onlus che è risultato 6° in graduatoria, grazie ai contenuti che testimoniano competenza e capacità organizzativa, a partire dalla scelta di un partner di comprovata capacità con cui collaboriamo da anni: Cena dell’Amicizia.

 

Ronda Carità e Solidarietà Onlus e Cena dell’Amicizia, che da anni svolgono uno stretto lavoro d'équipe integrato fra professionisti e volontari, promuovono l’attività di rete a livello locale, regionale e nazionale (entrambi sono iscritti alla fio.PSD) come principale modalità politica, culturale e operativa per aiutare le persone senza dimora, per favorire modelli di sviluppo solidali e sostenibili nei quali la persona in stato di grave emarginazione venga valorizzata come risorsa per la società.

 

Partendo proprio da questi solidi presupposti, le attività di contrasto alla povertà previste dal progetto non si basano su interventi di emergenza, ma su un articolato intreccio di ascolto, accoglienza e recupero.

 

Innovatività del progetto è sicuramente l’aver coinvolto l’Università Cattolica nella Supervisione della Valutazione di Impatto delle attività quotidiane del centro diurno come servizio sulle persone accolte. È importante, infatti, far emergere all’inizio e poi man mano in itinere le percezioni che ogni utente ha di sé, delle azioni avviate, delle opportunità messe in campo, così come è un’abitudine consolidata che gli operatori si confrontino periodicamente sui singoli percorsi, su progressi e difficoltà, e su eventuali lamentele. Nella nostra associazione il confronto periodico coinvolge anche i volontari del diurno, oltre che gli utenti, proprio perché tutti sono e si devono sentire partecipi di un lavoro comune.

 

“Solitamente questa caratteristica si studia in altri contesti ed è la prima volta che la applichiamo in un ambito di grave emarginazione e a una tipologia di servizio come quella del centro diurno.– garantisce che i presupposti di riferimento non siano solo teorici, ma risultino calati nella realtà.”. è stato inoltre realizzato un video le cui riprese e la sceneggiatura sono state realizzate in stretta collaborazione tra il valutatore e uno degli utenti del “Punto Ronda”: questo ci ha permesso di mostrare il punto di vista del vissuto quotidiano di chi frequenta i servizi e di renderci tutti partecipi.