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Immagine Tutti contano: dietro i numeri, le persone

07APR26

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Tutti contano: dietro i numeri, le persone

I dati servono, ma non bastano. Raccontano il fenomeno, ma non restituiscono la complessità umana che lo attraversa.

 

A distanza di anni dall’ultima rilevazione nazionale, ISTAT ha riportato l’attenzione sulla grave emarginazione adulta, un fenomeno spesso invisibile, con particolare riferimento alla popolazione senza dimora. 

 

Lo ha fatto attraverso l’iniziativa #tutticontano, un’indagine strutturata come un vero e proprio conteggio, realizzata in collaborazione con FIOPSD – la Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora – che ha coinvolto 14 città metropolitane, tra cui Milano.

 

L’obiettivo della rilevazione è stato stimare il numero di persone senza dimora presenti in strada, in sistemazioni di fortuna o ospitate nelle strutture di accoglienza notturna. Per farlo è stato adottato l’approccio Point in Time, che consiste in una conta visiva effettuata nello stesso momento temporale: nella notte del 26 gennaio 2026 sono state rilevate le persone senza dimora nelle città di Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia.

 

I risultati offrono una fotografia significativa del fenomeno. Le persone senza dimora adulte rilevate sono state 10.037: di queste, il 55,4% era accolto in strutture, mentre il 44,6% si trovava in strada.

 

Particolarmente rilevante è il dato relativo all’età: la presenza in strada si concentra soprattutto nella fascia tra i 31 e i 60 anni (73,2%), mentre le persone over 60 rappresentano una quota più contenuta (10,6%).

 

Anche la componente femminile, sebbene minoritaria rispetto a quella maschile, risulta in crescita: tra i casi in cui è stato possibile rilevare il genere (circa il 75% del totale), le donne rappresentano circa il 12%.

 

Dal punto di vista territoriale, Roma registra il numero più elevato di persone senza dimora (2.621, di cui 1.299 in strada), seguita da Milano (1.641, di cui 601 in strada), Torino (1.036, di cui 372 in strada) e Napoli (1.029, di cui 566 in strada). All’estremo opposto si collocano Reggio Calabria (31 persone, 14 in strada), Messina (129 persone, 25 in strada) e Catania (218 persone, 78 in strada).

 

Nel complesso, Roma accoglie oltre un quarto del totale delle persone senza dimora rilevate (26,1%), seguita da Milano (16,4%), Torino e Napoli (entrambe al 10,3%).

 

Un elemento trasversale ai 14 territori è rappresentato dall’insufficienza dei posti disponibili nelle strutture di accoglienza rispetto al numero complessivo delle persone rilevate, seppur con differenze significative tra i diversi contesti locali.

 

Questi numeri sono fondamentali: permettono di quantificare un fenomeno complesso e di orientare le politiche pubbliche. Tuttavia, rischiano anche di appiattire la realtà che intendono descrivere. Dietro ogni cifra si nasconde una storia, un percorso, una frattura.

 

Quando si affrontano fenomeni complessi – e spesso poco conosciuti – come il fenomeno della grave emarginazione adulta, la dimensione quantitativa è un passaggio necessario, ma non sufficiente. L’iniziativa #tutticontano, così come le precedenti indagini, assume un valore rilevante proprio perché, partendo dal “quanto”, prova a riportare al centro il “chi”. Contare è fondamentale. Ma ancora di più lo è riconoscere, comprendere, dare significato.

 

 

Il conteggio rappresenta solo il primo passo: a questo deve seguire un lavoro più profondo di lettura dei bisogni, di analisi dei servizi e delle risorse – spesso eterogenee e diversificate – messi in campo per rispondere alla grave emarginazione adulta. È in questo passaggio che si gioca la possibilità di migliorare le politiche e rendere più efficaci gli interventi.

 

Ma soprattutto, è dalla voce delle persone direttamente interessate che emerge la comprensione più autentica: capire cosa funziona, cosa manca, dove si annidano le criticità e come orientare meglio le azioni di tutte quelle realtà che, ogni giorno, operano a supporto delle persone senza dimora.

 

È in questo impegno quotidiano che si inserisce anche l’azione di Ronda, attraverso i suoi quattro servizi: Unità Mobile serale, Educativa di Strada, Centro Diurno e Sostegno alimentare. 

 

Interventi diversi, ma complementari, che hanno un unico obiettivo: essere presenza concreta accanto a chi vive una condizione di marginalità.

 

Sostenere queste attività significa contribuire a costruire risposte più umane ed efficaci.

 

Perché dietro ogni numero c’è sempre una persona.

 

Per conoscere più da vicino il lavoro di Ronda, visita le sezioni del sito dedicate ai servizi.