
05MAR26
LE STORIE DI STRADA
Tutti Contano: Irene e Piero alla rilevazione Istat delle Persone Senza Dimora
Ogni volta che un nuovo volontario di Ronda fa la sua prima uscita notturna con il camper, il commento è sempre lo stesso: "Non mi immaginavo che avremmo incontrato così tante persone".
Effettivamente, il primo impatto è impressionante. Passeggiando per il centro di Milano, capita di vedere qualcuno che dorme sotto una coperta, o in uno scatolone, e ci si fa qualche domanda, ma non si ha veramente l'idea di quante persone ci siano effettivamente.
In una serata di Ronda, può capitare di incontrare anche 200 persone per strada. Il numero fa già impressione da solo, ma se si aggiunge che ogni sera a Milano il numero di Unità Mobili presenti può arrivare a dieci e che ognuna di queste unità mobili incontrerà decine o centinaia di persone; che altre centinaia sono in dormitorio oppure in ricoveri di fortuna; che tanti sono nascosti e non li vediamo... è facile immaginare che il numero effettivo di persone di strada a Milano superi il migliaio.
Immaginare il numero persone in strada.
Questo è ciò che abbiamo sempre fatto.
Con Tutti Contano, si è cercato di andare oltre l'immaginazione.
Tutti Contano, la Rilevazione ISTAT delle Persone Senza Dimora, è un’iniziativa nazionale, una “fotografia notturna” per conoscere meglio il fenomeno della grave emarginazione adulta, raccogliere dati utili e migliorare le politiche e i servizi dedicati alle persone che vivono in strada.
La Conta è avvenuta contestualmente il 26, 28 e 29 gennaio 2026 nelle città di Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia.
Per tre serate, volontari, operatori e cittadini comuni hanno battuto Milano palmo a palmo, per avere una mappatura per quanto possibile completa delle persone senza dimora.
Ronda ha aderito all'iniziativa, mettendo a disposizione la propria sede come campo base, dove alcuni volontari, come Piero, sono stati a disposizione per le squadre di ricerca, e altri, come Irene, hanno invece scelto di partecipare in prima persona alla conta.
L'esperienza di Irene
Un paio di mesi fa su Instagram è apparsa una sponsorizzata che ha attirato la mia attenzione: Tutti Contano. Questo era il nome dell’iniziativa promossa a livello nazionale dall’Istat, per censire e avere una stima quanto più precisa delle persone che vivono per strada.
Essendo volontaria nell’Unità Mobile di Ronda, il progetto (e ammetto, anche la grafica colorata della locandina) mi hanno subito attirata e quindi mi sono candidata.
Come si è svolta la conta? Innanzitutto ognuno in fase di iscrizione ha scelto un’area di preferenza. Così, tutti i volontari che si sono proposti per l’area del Municipio 3, compresa me, si sono dati appuntamento al centro di smistamento preposto, ovvero la sede di Ronda.
I referenti, Clara e Luca, ci hanno accolto, hanno chiarito dubbi e perplessità sullo svolgimento della serata (temi già affrontati nelle due call di formazione) e, come anticipato per mail, ci hanno suddivisi in gruppi da quattro.
Felice di non trovarmi in squadra con la signora polemica seduta proprio dietro di me (“rientro previsto per mezzanotte?? Ma siete matti?”) mi sono unita ai membri del mio gruppo.
Ho fatto la conoscenza di Francesca, Luisa e Giacomo (nomi fittizi). Questi ultimi, padre e figlia.
Prima di partire ci siamo confrontati 5 minuti su come organizzare la “missione”. Mancava un capogruppo e non ho potuto esimermi dall’accettare questa carica, essendo quella un po’ più formata in “ambito senza dimora”.
Una volta stabiliti i ruoli, siamo partiti in auto (requisito fondamentale per la conta) in direzione Corso Buenos Aires.
Parcheggiati in Caiazzo e muniti di mappa (sotto il controllo di Francesca) abbiamo percorso il quartiere tra via Benedetto Marcello, via Vitruvio e via Pergolesi. Camminando e chiacchierando, ci siamo raccontati un po’ le nostre vite: Luisa che, a soli 24 anni, ha già vissuto in Canada e Sud Africa; Giacomo che non rimpiange affatto la sua vecchia vita a Milano; Francesca che ha lavorato in tante agenzie pubblicitarie, ma la parte migliore del lavoro per lei è sempre stata mangiare in pausa pranzo nei ristoranti più disparati.
La zona che ci hanno assegnato è piuttosto tranquilla: la gente è poca e ogni tanto si intravedono giovani, tra cui alcune ragazze, che camminano da sole senza troppi problemi.
C’è da mettere in conto che è lunedì, che è gennaio e che le Olimpiadi sono alle porte. Come qualcuno aveva suggerito durante il corso di formazione, e non senza malizia, “Sembrerebbe che Tutti Contano sia stata organizzata quasi appositamente in questo periodo”: i senza dimora vengono allontanati dalle aree centrali per questioni di decoro e, con questo freddo, molti cercano di nascondersi all’interno di edifici abbandonati, camper, macchine. E per ovvie questioni di sicurezza, è vietato contare utenti che si trovano al chiuso in questo tipo di strutture.
Camminiamo per le vie e mano a mano le cancelliamo dalla mappa.
Io e Francesca ci separiamo un attimo da Giacomo e Luisa, in modo da perlustrare contemporaneamente più strade. Alcuni signori indiani che stazionano davanti ad un alimentari, attirati dalla pettorina, ci fermano chiedendoci cibo. Non è chiaro se siano veramente senza dimora, ma sembrano piuttosto “allegri”. Non essendoci quindi evidenze specifiche, evitiamo di conteggiarli e consigliamo loro di recarsi al Centro Sammartini. Ridono. Probabilmente non ci andranno.
Non potendoli concretamente aiutare, come da regolamento, proseguiamo il nostro percorso.
Sono già le 10 passate quando conteggiamo il primo senza dimora, un signore nord africano che si è appostato di lato all’entrata di Terranova in Buenos Aires e pronto ad affrontare un lungo sonno all’aperto.
Controlliamo anche il mezzanino della metro di Lima, ma nessuno in vista, se non comuni cittadini diretti a casa propria.
È il turno della parte sud di Buenos Aires: percorriamo quasi tutto piazzale Bacone. E’ effettivamente una bella serata, per niente fredda. La piazza e i giardini sono semi-deserti, se non fosse per un gruppo di pakistani che giocano a badminton e una signora nell’area cani che fa scorrazzare il suo labrador.
Tornando alla macchina, in una viuzza un po’ più appartata, conteggiamo un secondo senza dimora: un signore in piedi nei pressi di un giaciglio. Sembrava spaesato e probabilmente non era del tutto in sé. Con un po’ di amarezza constatiamo che non possiamo essergli utili più di tanto.
La serata, tra chiacchiere e chilometri macinati a piedi, si conclude verso le 11:30 o poco più. Appena rientriamo in Ronda, riusciamo a scambiare un parere con altri gruppi, anche loro di ritorno dalla conta. Tirando le fila, tutti sembrano aver conteggiato un numero molto basso di senza dimora.
Facciamo un ultimo passaggio con i referenti, fornendo i numeri e la tipologia di persone avvistate, dopodiché salutiamo i volontari rimasti in associazione e ci avviamo verso il portone per salutarci anche fra di noi.
Tornando a piedi verso casa, ho ripensato alla serata appena vissuta. Contenta di aver provato questa esperienza ed essermi messa in gioco per qualcosa di oggettivamente utile, allo stesso tempo un po’ perplessa del risultato.
Non che sia una cosa negativa aver avvistato pochi senza dimora per le strade di Milano, però è purtroppo anche strano. Soprattutto avendo chiara ad esempio la situazione del lunedì sera in piazza Fontana durante lo stazionamento di Ronda, o tenendo presente quante associazioni operino sul territorio in sostegno di chi vive in strada.

L'esperienza di Piero
Piero ha scelto di restare in sede, per aiutare le squadre di volontari impegnate nel conteggio.
Presente in Ronda sin dalle 17, ha accolto i volontari al loro arrivo, ha ricapitolato per loro quanto appreso in formazione e ha indirizzato le squadre alla loro area di competenza.
Al rientro in sede, le varie squadre trovavano del tè caldo e qualcosa da mangiare per rifocillarsi, dopo una serata/notte al freddo a gennaio, ma soprattutto un confronto: tantissime persone entravano a contatto con il fenomeno delle persone senza dimora per la prima volta e si trovavano ad avere tante domande. La presenza Piero e degli altri volontari di Ronda in sede è stata spesso un utile supporto.
Svariate squadre, nonostante fossero tornate anche dopo mezzanotte, si sono poi fermate a lungo a parlare e a farsi domande. Questo, a parere di Piero, è stato il momento più bello della serata: sensibilizzare i cittadini milanesi sulle problematiche delle persone senza dimora è uno dei capisaldi della mission di Ronda e questa rilevazione ha creato un'ottima occasione per parlarne.
